GuardIAS: un progetto europeo per difendere le acque dalle specie invasive

L’area umida della Riserva Naturale Integrale Bosco Negri

Il progetto europeo Horizon GuardIAS – Guarding European Waters from Invasive Alien Species nasce con un obiettivo ambizioso: contrastare la diffusione delle specie aliene invasive, una delle principali minacce per gli ecosistemi acquatici.

Avviato il 1° gennaio 2025 e della durata di 36 mesi, GuardIAS coinvolge 20 partner tra università, centri di ricerca e aziende private appartenenti a diversi Paesi europei ed extra-europei. Il progetto affronta il fenomeno delle invasioni biologiche in ambiente acquatico in tutte le sue fasi, integrando approcci scientifici, tecnologici e sociali per sviluppare strategie innovative ed efficaci.

Le attività di ricerca si svolgono sia nel territorio pavese, dove gli ambienti di acqua dolce ospitano numerose specie invasive, sia lungo le coste italiane, con particolare attenzione agli ambienti portuali, da anni oggetto di studi di rilevanza internazionale da parte dell’Università di Pavia. In questo contesto di ricerca si inserisce anche la Riserva Naturale Integrale Statale Bosco Siro Negri, che ospita un’area umida con caratteristiche ideali per la sperimentazione scientifica: dimensioni contenute, relativo isolamento e assenza di collegamenti diretti con altri corsi d’acqua. Proprio qui sono condotte alcune delle attività del progetto.

Le aree umide, come le cosiddette lanche (o “morte”), si formano dal naturale mutamento del corso dei fiumi e non sono più direttamente collegate ad essi. Nonostante ciò, rappresentano ecosistemi di straordinaria importanza: veri e propri hotspot di biodiversità, offrono rifugio ad anfibi, rettili, uccelli, crostacei, invertebrati e numerose specie vegetali.

Oltre al loro valore ecologico, queste aree garantiscono servizi ecosistemici fondamentali: immagazzinando acqua piovana contribuiscono a prevenire le inondazioni, filtrando gli inquinanti migliorano la qualità dell’acqua e svolgono un ruolo chiave nella regolazione del clima globale, grazie alla loro capacità di stoccare anidride carbonica.

Tuttavia, le aree umide sono ecosistemi fragili e sempre più minacciati dal cambiamento climatico, dalle attività antropiche e dalla diffusione di specie aliene invasive. Per questo motivo, la gestione di queste specie diventa cruciale, soprattutto in ambienti protetti.

Gli studi di GuardIAS nell’area umida della Riserva si concentreranno sul gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii, specie acquatica non nativa in essa presente.

Area umida ghiacciata fotografata durante la stagione invernale con le trappole utilizzate per la cattura del gambero della Louisiana (Procambarus clarkii).

L’eradicazione completa di questa specie è estremamente difficile, se non impossibile, a causa della sua elevata capacità di adattamento e diffusione. Tuttavia, sono possibili diversi metodi per il suo contenimento. Tra quelli finora sperimentati, alcuni sono relativamente complessi da realizzare, come ad esempio la sterilizzazione dei maschi con i raggi X, la rimozione dei pleopodi nelle femmine, l’impiego di predatori o patogeni. Al momento, comunque, l’uso di trappole si è rivelato il metodo più pratico ed efficace, pur non garantendo risultati definitivi. In Riserva, infatti, l’impiego di questo metodo di cattura ha permesso un efficace contenimento del numero di individui, tanto che essa viene ora considerata modello di riferimento.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Biology, basato su ricerche condotte a partire dal 2021 Biology | Free Full-Text | Impacts, Potential Benefits and Eradication Feasibility of Aquatic Alien Species in an Integral Natural State Reserve (mdpi.com).

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